Xanax, negli Usa ritirato un lotto del farmaco generico



Un lotto di compresse del generico dell’ansiolitico Xanax, prodotte dall’azienda farmaceutica Mylan, sarà ritirato dal commercio negli Usa a causa della presenza di una possibile sostanza estranea. Lo ha annunciato la Food and Drug Administration (Fda) americana e lo conferma l’italiana Fedaiisf  specificando che si tratta di un solo lotto (numero 8082708) delle compresse di Alprazolam, Usp C-IV 0,5 mg. Confezionato in flaconi da 500 pillole, il lotto è stato distribuito negli Stati Uniti fra luglio e agosto scorsi. L’Aifa non ha rilasciato alcuna allerta sul caso, che non interessa il mercato europeo.

Secondo il richiamo pubblicato sul sito web dell’Agenzia regolatoria statunitense, che non specifica quale sia la sostanza, esiste un rischio remoto di infezione, anche se al momento non sono arrivate a Mylan segnalazioni eventi avversi legati a questo lotto.
Il farmaco, che appartiene alla categoria degli ansiolitici benzodiazepinici, è utilizzato per il trattamento di ansia, tensione e altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate con sindrome ansiosa; attacchi di panico con o senza agorafobia.

Negli ultimi mesi in Italia e in Europa ha suscitato polemiche il ritiro dal mercato di diversi lotti contenenti Ranitidina, principio attivo usato per contrastare diverse patologie gastriche. L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) avevano stabilito, in quel caso, che vari farmaci tra cui Zantac e Buscopan presentavano impurezze potenzialmente cancerogene. Si tratta di casi che “pongono il problema dei mancati controlli delle agenzie regolatorie (erano almeno 6 anni che questi prodotti erano contaminati) per le quali è sufficiente una autocertificazione o una certificazione del paese d’origine per ritenere i farmaci prodotti in paesi inaffidabili perfettamente compatibili con i nostri standard di qualità”, sottolinea la Federazione delle associazioni degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco.


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Carlo Verdelli
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