Vaccini, contro l’HPV scegli tu



L’HPV non sceglie le proprie vittime: l’infezione da papilloma virus può colpire tutti, uomini e donne. Tutti, però, possono scegliere di prevenirlo attraverso la vaccinazione. Un’abitudine non ancora ben radicata nella popolazione italiana dal momento che ogni anno in Italia si registrano circa 5mila casi di tumori correlati all’infezione causata dai ceppi più pericolosi del virus. Sebbene infatti la vaccinazione gratuita sia offerta ai giovani ormai dal 2007, la copertura vaccinale è ancora bassa: solo il 49,4% delle ragazze hanno completato il ciclo di immunizzazione, percentuale ancora più esigua nel caso dei ragazzi, 15,4%. Numeri in parte spiegati dalla scarsa conoscenza chegli italiani hanno dell’HPV e dei tumori che può causare, delle vie di trasmissione e della prevenzione, come dimostra un’indagine condotta dal Censis presentata in occasione del lancio di una campagna social di informazione, promossa da MSD: “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì”.    

Cosa si rischia

Esistono oltre 200 tipi differenti di HPV, 13 dei quali vengono classificati come tipi ad alto rischio: possono cioè causare tumori, come quello della cervice uterina, della vagina, della vulva nelle donne, quello del pene nell’uomo e altri – ano, cavità orale, faringe, laringe e condilomi genitali – in entrambi i sessi. “L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione e riconosce prevalentemente una trasmissione per via sessuale; da questa frase si può capire come i numerosi Papillomavirus costituiscano una minaccia per tutta la popolazione fin da quando inizia l’attività sessuale. Disponiamo di molteplici evidenze scientifiche che indicano come la giovane età ed il numero dei partner sessuali rappresentino una condizione di rischio per contrarre l’infezione”, spiega Giancarlo Icardi, Professore Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova. Ecco perché la vaccinazione ha come target primario gli adolescenti di entrambi i sessi al dodicesimo anno di età. In più, l’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda di offrire questa possibilità anche a ragazze più grandi con l’intento di ridurre il più possibile la circolazione del virus. 

Quanto ne sanno gli italiani

Secondo l’ultimo rapporto Censis, che ha analizzato il livello di consapevolezza dell’HPV tra i genitori di figli adolescenti, rispetto al 2017 si è passati da un livello di conoscenza del virus dell’85,1% all’88,3% con una ricerca delle informazioni che passa sempre di più attraverso i professionisti della salute (53.2%) piuttosto che tramite Dottor Google (26.7%). Tutto bene, quindi? Non proprio. “Mentre tutti coloro che affermano di essere informati sanno che l’HPV è responsabile del tumore alla cervice uterina, solo la metà dei genitori sa che l’HPV è causa anche di altri tumori, solo il 42% lo associa ai condilomi genitali e poco meno di un terzo pensa ancora che il virus colpisca solo le donne”, precisa Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis. A saperne di più sono le donne e in particolare le mamme, a dimostrazione che la campagna di informazione legata alla vaccinazione negli adolescenti ha funzionato. Resta però ancora bassa la percentuale di donne e uomini adulti e senza figli consapevoli dei rischi correlati all’infezione. “Il vissuto da parte di molte donne HPV positive è molto variabile e può spaziare da situazioni di ansia, paura, rabbia, a vergogna, biasimo, rimorso, sovrastima dei rischi di cancro, preoccupazioni sulla perdita delle funzioni riproduttive, preoccupazioni sulle reazioni negative che potrebbero avere amici, familiari, partner sessuali, preoccupazioni sull’infedeltà del partner o vera e propria ostilità nei suoi confronti – spiega Carlo Antonio Liverani, Oncologia Ginecologica Preventiva Humanitas San Pio X, Milano  – un bisogno urgente di trattamento, fino ad arrivare a cambiamenti nelle attività fisiche intime, rifiuto dell’attività sessuale, isolamento, depressione”.

La campagna

Per informare e cercare di ristabilire la verità sulla prevenzione e i rischi associati all’infezione da HPV la campagna “Il Papilloma virus non scegli, tu sì” ha scelto una forte connotazione social: Instagram, Facebook e YouTube – più un portale aggiornato, www.ioscelgo.it, dove poter approfondire tutte le informazioni sulle patologie e le opportunità di prevenzione. Contrastando così fake news e cattiva informazione sul terreno dove è più facile per queste notizie correre e diffondersi. “È essenziale che gli utenti diventino consapevoli che la disinformazione medica diffusa tramite i social network non è fatta solo da persone che si sbagliano in buona fede, ma è anche un business pilotato professionalmente – spiega Paolo Attivissimo, giornalista ed esperto di fake news – e che le piattaforme social per natura non rispecchiano obiettivamente le opinioni comuni, ma amplificano quelle più estreme”. Da oggi con #ioscelgo, l’hashtag associato alla campagna, si può contribuire alla buona informazione sul web. 

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Carlo Verdelli
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