Roma: da Zaniolo al modulo, tutte le innovazioni del progetto Sarri | Primapagina




Londra e Roma, due città che potrebbero vivere un intreccio di mercato tra partenze (Monchi all’Arsenal) e arrivi che rispondono al nome di Maurizio Sarri attuale tecnico del Chelsea. L’incontro tra Baldini e l’ex tecnico del Napoli (smentito da Sarri ieri sera ma confermato da più parti) sarebbe andato in scena poco giorni prima del 7-1 rimediato a Firenze e avrebbe portato già a un’intesa di massima per la prossima stagione.  Più di un sondaggio quindi. Quello c’era stato già a fine novembre – sempre a Londra – quando entrambe le panchine cominciavano a traballare. Quella del Chelsea ora è a un passo dal crollo. Sarri è chiamato domenica a vincere la finale di coppa Lega col City, tre giorni dopo c’è il derby col Tottenham in Premier che sa di ultima spiaggia per la Champions.  Se il tecnico dovesse fallire i due obiettivi verrebbe esonerato già i primi di marzo e avrebbe tutto il tempo per progettare insieme a Baldini la Roma di domani. 

MODULO E ZANIOLO – Dalla chiacchierata tra Sarri e Baldini sono emersi anche dettagli tecnici: la Roma non potrà garantirgli lo stipendio da 6 milioni, ma può spingersi fino a 4. Il suo modulo (il 4-3-3) è già nel Dna della squadra che lo ha adottato – a corrente alternata – negli ultimi 18 mesi con Di Francesco. A Sarri piacciono tantissimo El Shaarawy e Under e per il ruolo di attaccante centrale l’allenatore campano ha un’idea precisa.  Come tutti è rimasto folgorato da Zaniolo. ”Gli faccio fare il Mertens con 20 centimetri in più”, avrebbe sussurrato Sarri.   Occhio pure a Higuain che non sarà riscattato dai Blues e tornerà quindi malvolentieri alla Juve. Potrebbe sostituire Dzeko che farà il percorso inverso per andare proprio a Londra (sponda West Ham).  Nel centrocampo a tre avrebbe bisogno di un regista dai piedi buoni che potrebbe rispondere al nome di Tonali o Barella con ai lati Pellegrini e Cristante. 

COMANDA BALDINI – Il nuovo progetto stavolta passerebbe totalmente in mano al consigliere preferito da Pallotta.  Ovvero Franco Baldini. Un progetto che non include Di Francesco (già scaricato dal presidente) né Monchi sempre più vicino all’Arsenal. Il ds spagnolo è stato in questi mesi lo scudo più forte dietro al quale si è riparato Eusebio, ma ora la sua parola conta meno visti pure gli insuccessi di mercato. A fine stagione entrambi dovrebbero salutare, e secondo Leggo pure Totti non è più così sicuro di voler restare vista la poca simpatia (eufemismo) che nutre nei confronti di Baldini. Quest’ultimo non ha incarichi ufficiali, ma è la voce più potente al tavolo esecutivo. E’ stato lui a contattare Paulo Sousa nel momento di crisi, è ancora lui a gettare le basi con Sarri. Storia già vissuta nel 2015 quando Baldini e Sabatini si scontrarono su Garcia e Spalletti. Vinse Franco che è orientato a promuovere Massara come ds. 



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