Mercedes Classe G, regina di ghiaccio



Una scalata fino a quota 2.275 metri per diventare la musa ispiratrice dell’artista internazionale Francesco Falasconi, che ha trasformato oltre 12 tonnellate di ghiaccio in una riproduzione a grandezza naturale della Mercedes Classe G.
 
La scultura, realizzata in soli quattro giorni sulla cima di Kronplatz, accanto alla Campana della Concordia, sottolinea il legame che unisce Mercedes ad una tra le mete più ambite per gli sport invernali, Plan de Corones. L’opera rimarrà sulla vetta del Kronplatz fino all’ultima tappa del 4MATIC Tour, in programma dal 14 al 17 marzo sulle nevi della rinomata località altoatesina.
 
“Classe G vive da sempre un rapporto simbiotico con gli elementi della natura”, ha dichiarato Mirco Scarchilli, Responsabile Marketing Communication Experience di Mercedes-Benz Italia. “Questa scultura a grandezza naturale è la perfetta espressione di questo legame e dei valori di forza e purezza che da sempre rappresenta la nostra icona off-road.”
 
“È stata una sfida molto impegnativa, che abbiamo affrontato dopo un’intensa preparazione tecnica e un lungo e profondo studio del progetto”, ha continuato l’artista Francesco Falasconi che ha coordinato un team di quattro scultori. ”Siamo orgogliosi di essere riusciti a ricreare nel ghiaccio un oggetto leggendario come la mitica Classe G.”
 
Per realizzare la scultura sono state impiegate 12,5 tonnellate di ghiaccio proveniente dalla Polonia. Una materia con caratteristiche uniche in termini di purezza, colore e assenza di bolle d’aria, che la rendono ideale per questo tipo di impiego. Una qualità di ghiaccio che ha la prerogativa di uno scioglimento molto più lento rispetto a quello comune, garantendo alla scultura un’ottima durata nel tempo.
 
Dopo aver viaggiato a bordo di un truck attrezzato per questo tipo di trasporto, il ghiaccio è stato trasferito con un gatto delle nevi fino alla vetta di Kronplatz, ad un’altitudine di 2.275 metri. Con carichi di circa 3.000 kg di ghiaccio per volta, il gatto delle nevi ha impiegato ben cinque ore per completare il trasferimento del materiale in quota.

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Mario Calabresi
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