Lazio, Calvarese al Var contro la Roma: proprio lui, l’arbitro del ‘gran rifiuto’ | Primapagina




Di solito i regali si accettano con un sorriso, magari di circostanza, magari tirato. Ma non vale per tutti. Il derby di Roma lo arbitrerà Mazzoleni, al VAR andrà Calvarese. Che alla Lazio ricordano bene. Il gran rifiuto di Calvarese, durante la scorsa stagione, è stato lo strappo più eclatante di una relazione travagliata tra l’ambiente e la società biancoceleste da una parte, la classe arbitrale dall’altra. Ma andiamo con ordine, tenendo sempre ben a mente: di solito, nel viver civile, i regali si accettano. Ma non vale per tutti. 

ANTEFATTO – Rewind: Giacomelli non fischia un rigore solare in Lazio-Torino. Siamo a fine 2017, Iago Falque allarga il braccio, il pallone crossato da Immobile lo prende in pieno, nulla di fatto. Al VAR Di Bello richiamerà il collega solo poco dopo: Giacomelli butterà fuori Ciro Immobile. La Lazio da quasi un mese e mezzo lamenta una serie di episodi arbitrali sfavorevoli: il rigore siglato da Babacar al ’94 in Lazio-Fiorentina a fine novembre ha mandato il ds Tare su tutte le furie. Scende in campo, affronta l’arbitro Massa, che viene accusato di non avere uniformità di giudizio: “Nel primo tempo c’è un rigore solare su Parolo e lì Massa non ha nemmeno considerato l’utilizzo delle immagini. Perché? Eppure il contatto c’è. Anche nel derby Rocchi ha dato rigore su Kolarov senza guardare il Var e non c’è contatto con Bastos”. Ma è uno dei tanti episodi incriminati. Poi arriva Giacomelli, e l’ambiente, che si sente sotto attacco, esplode di rabbia. Lotito pensa addirittura di ritirare la squadra dal campionato. Tutti lo pensano, lo dice Luis Alberto: “Forse non fa piacere che la Lazio sia tra le prime quattro in classifica, diamo fastidio a qualcuno”, lo ribadisce Diaconale, il portavoce della società: “Mi dispiace, ma evidentemente la posizione della Lazio dà fastidio”. Nicchi, il presidente dell’AIA, tace: “Non commento, non rientra nelle mie mansioni”. L’anno dopo, dopo un rigore negato al giallorosso Zaniolo contro l’Inter, rientrerà nelle sue mansioni dire: “È un errore, purtroppo, siamo dispiaciuti”. Ma questa è un’altra storia. 

IL GRAN RIFIUTO E ALTRE COSETTE – Riavvolgiamo il nastro. Il 23 dicembre 2017 all’Olimpico arriva il Crotone, arbitra proprio Calvarese, subito post Giacomelli, sono passati appena 10 giorni. La tensione è palpabile, a Roma sponda Lazio la squadra gioca un gran bel calcio, ma si sente defraudata, accerchiata. I tifosi chiamano le radio per ruggire la propria rabbia, la Lazio manda una lettera all’AIA: non farà i consueti regali agli arbitri. Solitamente, a parte rolex sottobanco ed eventuali, non è possibile fare regali alla classe arbitrale. A Natale puoi: per le festività natalizie si fa uno strappo alla regola, le squadre di casa lasciano spesso un dono ai direttori di gara. La Lazio, nonostante le minacce, il regalo agli arbitri lo fa: i consueti gadget, le magliette, sono pronte negli spogliatoi. Di solito i doni si accettano con un sorriso, possono essere anche il pretesto per distendere gli animi: non vale per tutti.  Calvarese il regalo non lo vuole, decide di lasciarlo là, e di andarsene a mani vuote. Un gran rifiuto dal forte sapore simbolico, ulteriore strappo in rapporti già logori: Lotito si infuria, i tifosi lo vedono come l’ennesimo affronto di una classe di intoccabili, che non hanno voglia di utilizzare la tecnologia come aiuto, che, a causa del VAR, “non possono tornare ad essere “protagonisti” (Tare dixit). La Lazio, quarta, non arriverà: 1 solo punto farà la differenza tra Champions ed Europa League. Un solo, misero punto. E i tifosi, ancora oggi, a fianco di squadra, società, campo, errori, de Vrij, Inter, indicano convinti altri colpevoli: gli arbitri.

L’uomo del gran rifiuto Calvarese di nuovo al VAR, tra l’altro: in Lazio-Milan di qualche giorno fa è sempre là, in postazione tecnologica. Due episodi, due “silent check” del fischietto di Teramo: Correa viene toccato da Paquetà, Milinkovic “sbracciato” da Musacchio. Due episodi da rivedere, Orsato è vicino, Calvarese avalla la sua decisione. A Roma se ne è parlato per l’intera settimana: c’è chi parla di scelta corretta, chi ha dubbi Chi indica sempre loro, gli arbitri. In una settimana complessa, come quella del derby, ogni paura viene amplificata, ogni sottile preoccupazione diventa angoscia. Al VAR va ancora Calvarese, i tifosi della Lazio non hanno dimenticato il gran rifiuto, e non ne fanno mistero sul web, nelle radio, parlando nei bar. Di solito i regali si accettano con un sorriso, magari di circostanza, magari tirato. La Lazio stavolta spera di regalare a Calvarese un derby di altissimo livello da rivedere in postazione VAR: con la speranza che almeno questo, di regalo, lo accetti… 



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