La gatta di Karl Lagerfeld, Choupette, potrebbe ereditare parte della sua fortuna





















Dopo la triste notizia della morte di Karl Lagerfeld, sui social media molti fan dello stilista hanno espresso preoccupazione per il destino del sua amata gatta Choupette. La felina ha vissuto una vita nel lusso sempre a fianco del suo fidato padrone, mangiava leccornie preparate dal suo chef personale su piatti d’argento – a tavola, mai sul pavimento – servita da due cameriere e protetta una guardia del corpo. 

Sembra che lo stile di vita di Choupette non cambierà molto presto, dato che i maggiori tabloid riportano che la micia è tra i nominati nel testamento di Lagerfeld. La gatta potrebbe ricevere quindi una parte dell’eredità dello stilista, che si stima valga più di 170 milioni di euro in totale

Lagerfeld ha parlato spesso della sua gatta birmana, l’ultima volta, in un’intervista a Harper’s Bazaar risalente all’anno scorso, in cui ha perfino rivelato di credere che la micia sia la “reincarnazione di sua madre“:

È come una persona sentimentaleÈ molto divertente – quando leggo un giornale, lo legge con me, mangia anche sul tavolo, non sul pavimento, se il cibo è sul pavimento, non lo toccherà… A volte penso che sia la reincarnazione di mia madre “.

Lagerfeld e Choupette condividevano tutto, per esempio, dormivano insieme nello stesso letto tra lenzuola di lino bianco e pizzo antico:

L’unica cosa che non le piace è quando le giro le spalle quando dormo – lei si infuria“, disse l’icona della moda ancora a Harper Bazaar, in quella che sarebbe diventata una delle sue ultime interviste.

Se ha fame, prima si sveglia e va in cucina, e se non c’è niente lì, torna e mi sveglia, saltandomi addosso e a volte nel cuore della notte, vuole giocare. Mi corre addosso e i suoi piccoli denti mi mordono attraverso la leggera coperta estiva di cachemire.

Karl Lagerfeld è morto a Parigi il 19 febbraio all’età di 85 anni. Molte star, modelle e lavoratori della moda hanno reso omaggio al “Kaiser” sui social media. Lo stilista è stato il direttore creativo di Chanel, Fendi e del suo brand personale, lavorando fino alla sua morte.

ph: getty images











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