Kepa in panchina, Higuain non gira: Sarri salvo, ma il Chelsea resta nel caos | Primapagina



Nel momento più complicato e teso di tutta la sua stagione, il Chelsea e Maurizio Sarri risorgono, battendo una rivale diretta per un posto nella corsa alla qualificazione in Champions come il Tottenham e allontanando la prospettiva di un esonero che iniziava a farsi sempre più concreta per l’ex tecnico del Napoli. La formazione londinese torna a riassaporare il gusto dei 3 punti in campionato a distanza quasi di un mese dall’ultima volta, garantendosi un successo che riporta il sereno soltanto sul campo, visto che le ore antecedenti al match non sono state così normali.

PUNITO KEPA – La vigilia di una sfida così delicata era stata già agitata dai riflessi del caso Kepa, col portiere spagnolo che, dopo la clamorosa scenata di domenica scorsa nella finale di Coppa di Lega (il rifiuto della sostituzione con Caballero), le scuse e la pesante multa incassata dal club, è finito dritto in panchina contro gli Spurs. Altro che misunderstanding, altro che grande equivoco, come dimostrano le parole molto chiare dell’allenatore italiano a pochi minuti dal calcio di inizio: “E’ una mia scelta, è un messaggio a tutto il gruppo. Non sono 25 calciatori, sono una squadra”. Una decisione accolta tutto sommato con freddezza dai tifosi accorsi a Stamford Bridge, ma che crea un ulteriore solco nei rapporti tra Sarri e il suo spogliatoio. Uno spogliatoio nel quale Gonzalo Higuain continua a faticare a sentire suo. Dopo la clamorosa esclusione dall’undici iniziale a Wembley, il Pipita è tornato titolare contro il Tottenham e mettendo a referto un’altra prestazione tutt’altro che memorabile. HIGUAIN NON GIRA – Sfortunato nel primo tempo quando un suo destro di prima intenzione in area si stampa sul palo, l’ex giocatore del Milan è ancora ben lontano dal trovare un’intesa con i compagni di squadra. E così i suoi unici squilli rimangono i 2 gol realizzati al non irresistibile Huddersfield dello scorso 2 febbraio: un bottino decisamente magro per un giocatore che ha voluto lasciare a tutti i costi l’Italia e il Milan per ritrovare emozioni e condizioni fisica ottimale con l’allenatore che meglio di chiunque altro ha saputo valorizzarlo negli ultimi anni. Un “affare” da 9 milioni di euro che al momento non ha risolto il problema del gol in casa Chelsea (tolti i segnati all’Huddersfield, i Blues sono rimasti a secco nelle altre 4 partite disputate in competizioni inglesi) e un problema tutto da decifrare in vista della prossima estate, quando il club londinese saprà, sulla base dell’accettazione o meno del ricorso contro il blocco imposto dalla Fifa alle prossime due sessioni di mercato, se potrà rinnovare il prestito dalla Juve dell’argentino per altri 18 milioni, riscattarlo per 36 o restituirlo al mittente.