Juve, Douglas Costa è in vendita | Primapagina




Desaparecido, con un futuro tutto da scoprire. Douglas Costa non sta vivendo la stagione che voleva, dopo una prima parte di 2018 devastante, a livello di prestazioni e di numeri, il brasiliano si è eclissato, finendo fuori da radar di Allegri, costretto a fare a meno di lui tante, troppe volte. Inutile negare l’evidenza, l’ex Bayern Monaco avrebbe fatto comodo alla Juve, in più di un’occasione, ma prima la lunga squalifica (per lo sputo a Di Francesco, nella sfida del 16 settembre con il Sassuolo), poi i problemi muscolari, infine l’incidente d’auto (lo scorso 4 febbraio) lo hanno spedito tra gli indisponibili, privando il tecnico livornese di soluzioni che nessun’altro giocatore della rosa, per caratteristiche, può garantire.

INSUFFICIENTE – Il tempo per lasciare il segno c’è ancora, ma fin qui il bilancio è decisamente insufficiente. In questa stagione Douglas Costa ha giocato solo 939 minuti tra campionato e coppe, con un solo gol all’attivo, contro il Chievo, il 21 gennaio scorso. Allegri spera di recuperarlo per il match di campionato contro il Napoli, in programma domenica sera, di certo lo avrà a disposizione per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro l’Atletico Madrid. La Juve ha bisogno delle sue accelerazioni, ha bisogno di un giocatore in grado di cambiare il volto di una partita, poi a maggio, una volta raggiunti gli obiettivi, insieme, faranno le giuste valutazioni. CESSIONE? – Valutazioni che potrebbero portare alla cessione. Nessuna decisione è stata presa, ma entrambe le parti non escludono questa pista. Perché Douglas Costa vorrebbe giocare con continuità e cerca un club che possa garantirgli la maglia da titolare, perché la Juve, che non lo considera indispensabile, è pronta a sacrificarlo per fare cassa. Un anno e mezzo fa, per strapparlo al Bayern Monaco, è stato pianificato un investimento di 46 milioni di euro, tra prestito oneroso e riscatto, a giugno in caso di offerta da 50 milioni di euro potrebbe fare la valigia. Chi lo vuole, insomma, si faccia avanti. Il telefono di Paratici è sempre acceso.



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