Insonnia: non una ma cinque, in base alla personalità del paziente



IL SINTOMO è simile, ma l’insonnia non è una sola. Anzi: esistono ben cinque diversi sottotipi di questo disturbo del sonno, catalogabili in base ai tratti di personalità prevalenti in chi ne soffre. E, ancor più importante, legati a una differente efficacia dei trattamenti farmacologici oggi disponibili. A rivelarlo è una ricerca dell’Istituto Olandese per le Neuroscienze di Amsterdam, appena pubblicata su Lancet Psychiatry.

UN DISTURBO COMUNE MA ANCORA MISTERIOSO
Circa il 10% della popolazione mondiale soffre di insonnia cronica. Un problema può presentarsi in modi differenti: come una difficoltà ad addormentarsi, come un numero eccessivo di risvegli nell’arco della notte, o, ancora, come un risveglio molto precoce accompagnato all’incapacità di tornare a prendere sonno. Ma tutto sommato, l’esito è lo stesso: la qualità del sonno diminuisce drasticamente, portando con sé una lunga lista di effetti collaterali, che vanno dall’eccessiva sonnolenza diurna, alle difficoltà di concentrazione e memoria, fino a una maggiore incidenza di gravi disturbi come la depressione. Nonostante la sua diffusione, l’insonnia è però ancora un disturbo poco conosciuto, e i trattamenti farmacologici, pur disponibili, garantiscono un’efficacia limitata, e altalenante. La ricerca di biomarker e altri indizi con cui calibrare, e personalizzare, le terapie continua inoltre a dare risultati deludenti. Ed è da qui che nasce la nuova ricerca: un tentativo di individuare la presenza di qualche caratteristica dei pazienti che permetta di migliorare le capacità di diagnosi e le terapie.

• QUESTIONE DI PERSONALITÀ
Lo studio è stato svolto utilizzando i dati di oltre quattromila persone contenuti nel registro del sonno olandese, un progetto che dal 2010 analizza la qualità del sonno dei cittadini olandesi attraverso l’utilizzo di questionari online. Circa duemila dei partecipanti selezionati presentavano sintomi dell’insonnia di intensità sufficiente per una diagnosi di un disturbo lieve. E una volta Individuati i loro “pazienti”, i ricercatori hanno quindi scavato a fondo nelle risposte date ai questionari online, alla ricerca di differenze psicologiche o emotive che influenzassero la severità dell’insonnia e l’efficacia dei trattamenti. Hanno così ottenuto i cinque sottotipi di insonnia, caratterizzati principalmente dai tratti della personalità predominanti nei pazienti, e correlati a una differente risposta alle benzodiazepine, la principale classe di farmaci utilizzata nel trattamento di questo disturbo del sonno.

• CINQUE SOTTOTIPI
I sottogruppi identificati dalla ricerca – si legge nello studio – hanno dimostrato di essere particolarmente stabili (i pazienti hanno un’alta probabilità di essere ancora classificati all’interno dello stesso sottotipo dopo cinque anni), e offrono spunti interessanti sul piano terapeutico. Solamente due gruppi, ad esempio, hanno mostrato di rispondere positivamente al trattamento con benzodiazepine, e solamente uno ha mostrato risultati importanti nel caso della terapie cognitivo comportamentale. I risultati sono ancora preliminari – sottolineano gli stessi autori della ricerca – ma estremamente promettenti: approfondire questo genere di ricerche potrebbe infatti rivelarsi fondamentale per comprendere più a fondo le cause dell’insonnia, e spingere allo sviluppo di trattamenti personalizzati per i suoi sintomi.


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Mario Calabresi
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