In arrivo l’atlante delle molecole dell’organismo umano



Oltre 1.500 ricercatori di 65 Paesi hanno unito le forze per mettere a punto il più grande e minuzioso ritratto dell’organismo sano. Il risultato del progetto, chiamato Human BioMolecular Atlas Program (HuBMAP), promette di diventare il punto di riferimento per le future ricerche in biologia e medicina. Coordinato dai National Institutes of Health (Nih) degli Stati Uniti, il programma comprende contributi di giganti della ricerca, come la britannica Wellcome Trust, il programma di europeo Horizon 2020, il Broad Institute e l’Università di Stanford. L’obiettivo è ricostruire l’ambiente biochimico nel quale ogni cellula è immersa e in questo modo punta a “stabilire uno standard di riferimento di che cosa costituisca un sistema sano”, ha osservato una delle ricercatrici coinvolte nel progetto, la chimica Julia Laskin della Purdue University. In questo modo, ha aggiunto, i ricercatori potranno avere un riferimento per capire che cosa va storto quando c’è una malattia.

Finora i ricercatori avevano solo una visione molto approssimativa del funzionamento degli organi, legata soprattutto all’attivazione o meno dei geni nei loro tessuti. La mappa che ne risultava non era però esauriente poiché ogni organo è composto da molti tipi di cellule, ognuna con caratteristiche particolari. Nemmeno l’Atlante delle cellule proposto nel 2016 da 90 ricercatori è esauriente: il nuovo progetto è molto più vasto e potrà costituire la base per inquadrare gli ormai numerosi atlanti cellulare di organi fondamentali come cervello, polmoni e reni.
 


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