Il Milan pensa solo a difendere, la Lazio non segna: con lo 0-0 vince Gattuso | Primapagina




Se Gattuso fosse un allenatore che guarda solo il risultato, stasera sarebbe davvero soddisfatto. Lo 0-0 dell’Olimpico gli dà un vantaggio (grande o piccolo lo capiremo solo al ritorno) per la sfida di San Siro. Ma siccome è abituato a guardare dentro, e in profondità, alla prestazione della sua squadra, non sarà per niente soddisfatto. L’esatto contrario del suo collega Inzaghi, al quale è mancato soltanto il gol, che la Lazio avrebbe ampiamente meritato. Il Milan si è solo difeso e non ha costruito nemmeno un’occasione decente. Se il dato può consolare Gattuso, con il pari dell’Olimpico il Milan è imbattuto da 8 gare in tutte le competizioni. La Lazio ha solo attaccato, di occasioni ne ha create abbastanza, ma gli è mancata la stoccata di Ciro Immobile, il peggiore della sua squadra. Per questo è finita 0-0. Per far capire ancor più la differenza, basta riportare questi due numeri: Milinkovic da solo ha concluso 6 volte, solo una in meno di tutto il Milan.

AVVIO LENTO – Sono rimaste quasi mezz’ora a guardarsi, giochicchiando a un ritmo così basso che i due difensori centrali, Acerbi e Romagnoli, potendo contare su scarse e vaghe pressioni, sono diventati i migliori in campo. Poi la Lazio ha cambiato decisamente il passo e il Milan è andato in seria difficoltà. E’ successo esattamente al 25′, quando Patric, un tipo sveglio, ha intercettato un passaggio di Suso a metà strada fra Paquetà e Borini, ha fatto una decina di metri e poi, vicino all’area, ha messo fuori. Era il segnale che il Milan non ha colto. Due minuti dopo, Immobile ha sbagliato l’occasione migliore. Da 38′ al 40′, la Lazio ha concluso tre volte (due fuori, una parata facile di Donnarumma) e al 41′ Romulo in area ha perso malamente il contatto col pallone: era un’altra potenziale occasione pericolosa. Forse era solo un caso, ma al 30′ Gattuso aveva dovuto sostituire Kessie (colpito alla coscia destra da una ginocchiata di Parolo) e fatto entrare Calhanoglu, in difficoltà al ritmo del finale del primo tempo.
   
I CAMBI DI FASCIA DI GATTUSO – Inzaghi aveva recuperato in extremis Bastos, per questo aveva deciso di confermare la tradizionale difesa a tre con lo spietato Acerbi in marcatura dell’isolato Piatek. In piena emergenza, aveva pensato a una coppia di centrali difensivi formata da Acerbi e Leiva, che invece ha potuto schierare nel suo ruolo ideale, quello di regista. La prestazione di tutta la squadra ne ha beneficiato. Gattuso invece, come aveva fatto nei quarti di finale contro il Napoli, ha cambiato tutt’e quattro gli esterni, in difesa e in attacco, rispetto al campionato: Calabria e Laxalt per Conti e Rodriguez, Suso e Borini per Castillejo e Calhanoglu, entrato dopo mezz’ora. A centrocampo, invece, tutti confermati, compreso Paquetà che da quando è arrivato al Milan, nel gennaio scorso, non è più uscito di squadra: questa era la decima partita da titolare di fila. Già in avvio non era il Milan brillante di quest’ultimo periodo, anzi. Basta ricordare che per 45′ Piatek non ha avuto un solo pallone decente. Mancava totalmente il contributo di Suso e in parte quello di Paquetà, che nel primo tempo ha fatto la cosa migliore nella sua area, quando ha tolto dai piedi di Correa una vera palla-gol, rischiando il rigore.
   
VERA LAZIO – Il finale del primo tempo è stato tutto laziale grazie alla spinta di Romulo (bene sulla fascia, meno in area), di Parolo (anche perché non aveva più Kessie davanti), di Milinkovic e di Patric, un difensore sempre ben disposto alla fase finale dell’azione. Alla squadra di Inzaghi è mancato il colpo decisivo di Immobile che nell’occasione del 27′ poteva e doveva fare meglio. Come era finito il primo tempo così è iniziata la ripresa, con la Lazio in avanti e il Milan tutto dietro. Milinkovic e Correa hanno creato altri pericoli, Immobile ha colpito un palo solo davanti a Donnarumma ma per sua fortuna era in fuorigioco… Il secondo cambio di Gattuso (Castillejo al posto di Suso) ha dato un po’ di respiro al Milan sulla fascia destra, tormentata dagli attacchi di Lulic. Inzaghi ha provato con Luis Alberto e poi con Caicedo al posto dello spento Immobile, ma è finita 0-0.
   
FRA DUE MESI Lazio e Milan si rivedranno a San Siro fra due mesi, quando l’andata della semifinale di Coppa Italia sarà un’eco lontana. La Lega, con la fattiva collaborazione della Rai che detiene i diritti tv, si è prodigata affinché questo torneo perda ancora un po’ di prestigio: ma che senso ha giocare le due gare di semifinale a distanza di due mesi l’una dall’altra? Ne abbiamo già parlato. Invano. Contano i soldi, così il senso sportivo e il valore calcistico passano in secondo piano. 

IL TABELLINO

Lazio-Milan 0-0 (primo tempo 0-0) Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Bastos, Acerbi; Romulo (45′ st Marusic), Parolo (29′ st Luis Alberto), Leiva, Milinkovic, Lulic; Correa, Immobile (36′ st Caicedo). All. Inzaghi

Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Laxalt; Kessié (29′ pt Calhanoglu), Bakayoko, Paquetà (45′ st Biglia); Suso (28′ st Castillejo), Piatek, Borini. All. Gattuso

Arbitro: Orsato

Ammoniti: 35′ pt Parolo (L), 44′ pt Romagnoli (M), 32′ st Patric (L), 32′ st Calabria (M), 35′ st Donnarumma (M)



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