Il google earth del corpo umano



È il primo e unico sistema installato in Italia di Imaging integrato Eco-Angio-Tac dedicato alla Radiologia Interventistica, quella branca della medicina ad altissimo contenuto tecnologico che permette di eseguire procedure mini-invasive sicure ed efficaci. E lo ha appena inaugurato l’Ieo di Milano. Il nuovo sistema permette di eseguire ecografia, angiografia e tac in un’unica stanza senza far spostare il paziente, ma la novità sorprendente è la capacità della macchina di integrare, in tempo reale, i dati provenienti dalle diverse sorgenti di imaging e cioè le immagini tridimensionali della Tac e quelle bidimensionali dell’angiografia che indicano come scorre il sangue nelle arterie e nelle vene. “Questo significa in termini clinici vedere gli organi in 3D e contemporaneamente visualizzare la loro vascolarizzazione nella quarta dimensione”, spiega Franco Orsi, Direttore della Divisione di Radiologia Interventistica IEO che precisa: “E’ come disporre di un google earth del corpo umano che ci permette di spostarci con precisione da un punto ad un altro. Se fino a ieri, infatti, le diverse immagini venivano elaborate e integrate solo nella mente dell’operatore, da oggi questa tecnologia d’avanguardia ci offre un’innovazione significativa”.
 

Un “google earth” del corpo umano

Poter “navigare” virtualmente dentro i volumi degli organi permette di mirare in modo rapido e preciso le lesioni tumorali da eliminare e, immediatamente dopo l’intervento – senza dover aspettare controlli strumentali successivi – è possibile controllare di aver eliminato radicalmente il tessuto patologico senza complicanze. Si può, infatti, valutare la funzionalità degli organi su cui si interviene prima, durante e dopo gli interventi. “La macchina – spiega Yasuaki Arai, ideatore del sistema, Executive Advisor to President del National Cancer Center Hospital, Tokyo – ci indica i vasi da utilizzare per posizionare il catetere e trattare in pieno il tumore”. Utilizzando, infatti, la sola angiografia, dal momento che l’immagine prodotta è bidimensionale, il radiologo interventista non sa con precisione quale arteria colpisce ed è quindi costretto a fare delle prove fino ad individuare l’arteria giusta, cioè quella che porta sangue alla lesione tumorale. Invece “grazie alla capacità della nuova macchina di integrare le immagini dell’angiografia con quelle della Tac, che sono appunto immagini in sezioni tridimensionali, possiamo conoscere la profondità dell’organo che è fondamentale per la precisione degli interventi e colpire subito l’arteria giusta”. Tutto avviene ad una velocità sorprendente: le immagini sono catturate in una frazione di secondo, riducendo ai minimi livelli necessari la dose di radiazioni erogate al paziente e i tempi di procedura.
 

Trattamenti sempre più precisi e mirati

Alphenix 4D CT è l’ultima evoluzione di una tecnologia che vanta 120 installazioni in Giappone, dove è stata ideata, e 8 in Europa, fra cui quella inaugurata oggi in Italia allo IEO, che è stato il primo centro oncologico in Italia a dotarsi nel 2015 di una divisione clinica di Radiologia Interventistica Oncologica, con letti di degenza, spazi e apparecchiature dedicate. “Nel 2018 sono state eseguite circa 2.200 procedure di Radiologia Interventistica, oltre la metà di tipo curativo come le termoablazioni epatiche, renali e polmonari”, afferma Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO. Gli interventi di radiologia interventistica offrono, quando possibile, una valida alternativa nei casi in cui le tecniche mini-invasive rappresentano un chiaro vantaggio per il paziente. “Sicuramente la nuova macchina amplia le possibilità, migliorando la precisione, l’efficacia e la sicurezza delle procedure. E, infatti, la radiologia interventistica rientra a pieno titolo nell’idea di medicina di precisione che ha l’obiettivo di curare ‘precisamente’ utilizzando tutti i dati a disposizione e applicando le migliori cure in base alle caratteristiche del singolo paziente”.

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