Giocare è una cosa seria, le regole per crescere divertendosi




SI IMPARA molto di più giocando, le maestre a scuola lo sanno. Ma è vero anche il contrario. Giocare permette d’imparare, è il primo strumento di esplorazione del mondo per i più piccoli. Ma per ogni età serve l’attività ludica giusta da realizzare nel modo più adatto. Sapere come scegliere i divertimenti è il tema del nuovo numero di “A scuola di salute”, il magazine digitale a cura dell’Istituto bambino Gesù per la salute del bambino e dell’adolescente. Una carrellata sui giochi dei bambini di ogni fascia di età per permettere agli adulti di proporre stimoli divertenti e adeguati e creare un legame con i propri figli.
 
• I GIOCHI DEI NEONATI
Ogni età è speciale, ogni fase della crescita ha bisogno dei suoi stimoli. Appena nato il bambino ha bisogno del contatto con il corpo del genitore. I giocattoli non servono. Sentirsi vicini a mamma e papà aiuta ad eliminare lo stress e permette di creare una connessione istintuale con loro. Inoltre arrampicarsi e rotolare in sicurezza sul corpo dei genitori è proprio come andare in palestra per il piccolo che deve sviluppare i muscoli che gli permetteranno di stare seduto in autonomia e camminare.

• DOPO I CINQUE MESI
Fino a un anno di vita il bambino non ha bisogno di tanti giocattoli. La loro attenzione è rivolta soprattutto verso quegli oggetti che vedono utilizzare intorno a loro.  Il piccolo vuole toccare, annusare e assaggiare quello che fa parte del quotidiano dei genitori, giocare con gli stessi giocattoli dei grandi. In questo periodo il gioco più divertente può essere il “cesto dei tesori”, un contenitore da riempire con oggetti della quotidianità domestica, di materiali, forme e colori diversi da poter esplorare nei modi più svariati.

• DAI DUE ANNI IN POI
Dai due anni in poi il bambino inizia a fare “finta di”. È il gioco simbolico in cui il bambino può sperimentare nel mondo della fantasia scenari diversi. Ogni giorno il bambino può decidere di vivere avventure e sfide che gli permettono di entrare in contatto con le proprie emozioni e le proprie capacità. Questo gli permette di imparare a conoscersi. In questo gioco la collaborazione con gli altri è ancora scarsa, il gioco avviene in parallelo con gli altri coetanei ma senza intrecciare una vera e propria relazione. Dai tre anni in poi le storie della fantasia del bambino diventano sempre più articolate e godono della collaborazione con gli altri ma anche sfruttando oggetti e travestimenti per arricchire le situazioni e immedesimarsi nei personaggi della propria storia.

• QUALI GIOCATTOLI
Anche la scelta dei giocattoli non è affare da poco. Come ogni gioco, devono essere in grado di stimolare le capacità dei bambini, senza però essere troppo difficili e per questo frustranti. Il gioco inoltre non dovrebbe imporre una visione stereotipata di se, ma piuttosto seguire le inclinazioni del bambino che potrebbero essere più articolate di quanto previsto dalle scelte del mercato che riempie gli scaffali dei grandi magazzini. La scelta dei giocattoli infatti può suggerire ai bambini e alle bambine che parti della propria personalità siano “giuste” o “sbagliate” e limitare lo sviluppo delle loro passioni.

Il giocattolo dovrebbe aiutare a sviluppare la fantasia del bambino. Per fare questo è meglio che gli oggetti siano semplici e neutri in modo da permettere a chi li usa di personalizzarli con la propria fantasia e renderli adatti ad essere utilizzati in scenari di gioco e di umore diversi.

Nonostante ci sia ancora molta diffidenza intorno ai giochi elettronici, non devono essere demonizzati. Sono utili per aiutare a sviluppare le capacità di concentrazione ed elaborazione visiva. Se usati con attenzione. I benefici però sono legati a un utilizzo responsabile del dispositivo. Un utilizzo eccessivo può portare a situazioni di dipendenza vera e propria con la comparsa di stati di astinenza. Gli specialisti del Bambino Gesù consigliano: non più di 60 minuti al giorno e non prima dei sei anni di età.

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• LE FIABE DELLA BUONA NOTTE
Non viviamo più in un momento di transizione, i dispositivi elettronici fanno parte della nostra quotidianità. Ma non dobbiamo pensare che la visione di un cartone animato prima di andare a dormire possa sostituire il momento della lettura della fiaba della buona notte. La lettura è fondamentale per lo sviluppo dei bambini, anche da molto piccoli. Il contatto fisico e la musicalità della voce, incantano tutti anche i neonati. Questo momento, oltre a preparare il bambino al momento del riposo è un ulteriore momento educativo, dove il piccolo esercita la capacità di ascoltare e restare attento ma gli permette di confrontarsi con parole nuove da imparare. Gli strumenti digitali però non possono essere né ignorati né tantomeno vietati. Piuttosto, mentre insegniamo a leggere sulla carta stampata, il tablet può essere usato per imparare i rudimenti della programmazione o per iniziare a conoscere la tecnologia.

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• IL GIOCO IN OSPEDALE
Infine il gioco non deve essere abbandonato nel momento della comparsa di una malattia. I bambini spesso non hanno la capacità di parlare di un trauma subìto: non possiedono un linguaggio che gli permetta di raccontare l’esperienza. Attività ludiche di espressione sono fondamentali per aiutare i bambini a superare e digerire il trauma. Il ruolo degli adulti deve essere quello di incoraggiare il bambino a mantenere viva la propria immaginazione e proiettare nelle storie e nei disegni le paure e i bisogni. Per questo all’interno delle strutture ospedaliere del Bambino Gesù sono sempre presenti ludoteche in cui gli educatori organizzano attività per i piccoli pazienti e i loro familiari.

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