Due ruote, crescita senza fine ma serve più sicurezza



 
In un mercato delle due ruote complessivamente in crescita (a pedali e a motore) aumenta anche l’attenzione dei Comuni verso questo comparto. E’ quanto emerge, in estrema sintesi, dal terzo rapporto dell’Osservatorio Focus2R, promosso da Confindustria Ancma e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia, appena presentato a Milano.
 
La ricerca, unica del genere in Italia, offre annualmente un rapporto dettagliato delle politiche dedicate a ciclisti e motociclisti dai Comuni italiani capoluogo di provincia e i risultati derivano dall’elaborazione di un questionario rivolto a 104 municipi, a cui hanno risposto quest’anno 83 Comuni (80% degli intervistati).
 
Nel dossier sono contenute tantissime informazioni fornite direttamente dalle amministrazioni locali che vanno dalle piste ciclabili ai guardrail, dalla sharing mobility, ai parcheggi dedicati, fino alle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici oltre a tanti altri aspetti legati alla mobilità su due ruote nei centri urbani.
 
Il rapporto evidenzia quindi la crescita di infrastrutture ciclabili (+9% dal 2015), la percentuale di città dove è consentito trasportare le bici sui mezzi pubblici (+14%), i Comuni dotati di bike sharing (+6,1%), la disponibilità media di parcheggi per moto (+20,9%) e l’impiego di vernici antiscivolo per la segnaletica stradale (+3,4%).
 
Purtroppo, invece, poco o nulla cambia o addirittura si registrano cali, scorrendo i dati degli ultimi tre anni, soprattutto nel campo degli investimenti per la sicurezza.
Dall’indagine risulta infatti, in calo la percentuale dei Comuni che dichiara di avere inserito almeno una misura per il miglioramento della sicurezza per le biciclette nei Piani Urbani della Mobilità (-13,3%), mentre l’80% afferma di non avere messo in campo iniziative analoghe per le motociclette.
 
Poche anche le città che offrono incentivi per l’acquisto di bici tradizionali (9%), a pedalata assistita (14%), di veicoli a motore termico (2%) e a motore elettrico (4%).
Nel Focus2R spicca anche lo sviluppo a due velocità nell’attenzione dei municipi verso le politiche per la mobilità su due ruote  con le amministrazioni del Centro-Nord molto più sensibili e dinamiche rispetto alle città del Sud.
 
Fermo anche il numero di città che consentono l’accesso di cicli e motocicli alle corsie riservate ai mezzi pubblici, come pure rimane statico il dato relativo ai servizi di moto e scooter sharing (solo 3 città: Milano, Roma e Brescia) e ancora insufficiente è la disponibilità media di parcheggi per le biciclette.
 
Tra le note positive troviamo invece la crescita del numero di Comuni che hanno allestito postazioni di interscambio bici in tutte o in almeno una stazione ferroviaria (73% del campione).
Nel bike sharing poi aumenta il numero di biciclette per ogni città e crescono i punti di ricarica per veicoli elettrici (+11,8%).
 
Da segnalare infine, l’aumento, seppure con numeri troppo limitati, dell’installazione di guard-rail dotati di protezioni per la salvaguardia dei motociclisti: cresce infatti dal 17% al 29% il numero dei Comuni che dichiara di averli montati, mentre passano dal 18% al 27% quelli che affermano di volerli implementare o utilizzare in futuro.
 
“Le città  sono causa ed effetto di una nuova domanda di mobilità – ha dichiarato il presidente di Confindustria Ancma, Andrea Dell’Orto – Dai contesti urbani emerge con forza la necessità di trovare soluzioni organiche per favorire il decongestionamento del traffico veicolare, sviluppare l’intermodalità e l’integrazione, aumentare la sicurezza stradale, ridurre i tempi di parcheggio e percorrenza e, soprattutto, migliorare la qualità dell’aria.
In questo scenario molto complesso le due ruote, siano esse a pedale, a trazione elettrica, a motore o in modo crescente anche le e-bike, appaiono oggi come una risposta naturale ai nuovi bisogni.
Il Focus2R ci permette di accendere un riflettore su questa opportunità, di valorizzare le migliori pratiche, metterle in rete e di spingere le istituzioni verso una maggiore attenzione, soprattutto per quanto riguarda i temi della sicurezza, della pianificazione e dell’offerta di nuovi servizi”.
 
“Serve un piano di investimenti straordinari, politici ed economici, per la sicurezza stradale – ha aggiunto Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente – Pedoni e utenti delle due ruote sono spesso esposti a rischi elevatissimi che, soprattutto nelle aree urbane, possono essere ridotti al minimo seguendo quanto già stanno facendo altre città europee.
Inoltre è necessario avviare una bella “cura dimagrante” del parco auto. Nel nostro Paese, infatti, c’è una fortissima anomalia: sono più i veicoli targati (oltre 50 milioni) dei patentati autorizzati a guidarli (meno di 40 milioni).
Uno spread-mobilità che rimarca qual è il punto di partenza imprescindibile di qualsiasi strategia sui trasporti: ridurre il numero di auto in circolazione e stimolare forme di mobilità nuova e attiva”. (m.r.)

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Mario Calabresi
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